Le regole del viaggio. Rachel Labastie a Roma

Ex Elettrofonica, Roma – fino al 30 giugno 2017. “Djelem djelem”, camminando camminando, è il verso iniziale dell’inno del popolo Rom, ne descrive la migrazione ininterrotta che contribuisce a formare appartenenze multiple. Ceramica, vimini, cera, il sapere tecnico condiviso da generazioni, è declinato da Labastie attraverso una manualità allenata e formalmente virtuosa.

da Artribune, 13 maggio 2017 (+ gallery)

Rachel Labastie, Mains (paraffine et terre, 2016)

Rachel Labastie, Mains, 2016

La prima personale in Italia dell’artista francese Rachel Labastie (Bayonne, 1978) è la rivendicazione di radici solide e viaggianti. Una ruota di carro in vimini, iconica nel testimoniare la naturale e millenaria predisposizione agli spostamenti, dà il titolo all’esposizione e, come un canto tradizionale, ne scandisce i ritmi con il proprio lento movimento. La cultura in costante transito porta con sé il contraltare di inamovibili chiusure e il rispetto severo delle tradizioni. Forconi e piccone evocano norme e pratiche strutturate, immagini immutabili rese però in terra cruda, malleabile, continuamente lavorabile. Gli stivali in ceramica sono troppo pesanti per essere indossati e le catene in porcellana finiscono per essere il negativo di strumenti d’oppressione, bianche, lucide, da spezzare. È la paura dell’estraniazione che si produce in una negoziazione dinamica delle apparenze.

– Raffaele Orlando

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