Le azioni degli altri. Una collettiva a Roma

T293, Roma – fino all’11 marzo 2017. “Homo mundus minor”. La massima di Boezio può essere assunta come guida durante la visita agli spazi espositivi capitolini. I riassunti viventi del cosmo portano in questo caso i nomi di Lucas Blalock, Simon Denny, Maggie Lee, Woody Othello, Hannah Perry, Lui Shtini e Anna Uddenberg.

da Artribune- 8 marzo 2017 (+ gallery)

Homo-Mundus-Minor.-Anna-Uddenberg.-Installation-view-at-T293-Roma-2017

Anna Uddenberg. Installation view @T293, Roma

Corpi femminili a cavallo di trolley a buon mercato, i volti coperti da lunghe chiome bionde. Emuli di questi manichini, chissà quanti ossessionati dal dovere del viaggio transiteranno, reflex alla mano, dinanzi alle vetrine di T293, per potersi poi calare nell’atmosfera sognante di Trastevere. La ripetizione stereotipata delle convenzioni si consumerà perfetta, incurante del cortocircuito in atto a pochi metri di distanza. Nessuno di loro andrebbe a Liberland, nonostante i benefit per turisti quali mappa, francobolli e una valuta presumibilmente vantaggiosa. Con delusione, gli ambasciatori della società iperconnessa indagherebbero corpi solo accennati dal colore: troppa sommarietà per Instagram. La perfezione è lontana, il mondo in miniatura è debole per diritto di nascita e l’uomo pecca per il solo fatto di essere vivo. Ai temerari il compito di riconoscere la mano dell’alteratore.

Raffaele Orlando

Le strade di Boogie tra i vicoli di Napoli

Magazzini Fotografici, Napoli – fino al 1° aprile 2017. La sede espositiva partenopea incrocia lo sguardo del fotografo serbo con una personale cruda e senza compromessi. Diretta come un colpo d’arma da fuoco.

Boogie-Dre-two-guns-696x454

Boogie, Dre two guns

Boogie, nato a Belgrado come Vladimir Milivojevich, a New York c’era arrivato nel 1998 grazie a una Green Card vinta alla lotteria. Oltre al lasciapassare, aveva portato con sé una macchina fotografica, già terapia necessaria a sopportare l’incubo delle guerre balcaniche e il successivo vuoto postbellico. Gli scatti di Brooklyn introducono Blow your Mind, mostra curata da Magazzini Fotografici nelle sale dell’ex borsettificio Ines. Sin dalla soglia il visitatore è ricondotto in strada, ma l’ambientazione è ora quella dei sobborghi americani. La percezione della nuova realtà è acuita dalla disposizione delle immagini sulle pareti, l’una accanto all’altra senza soluzione di continuità. Il bianco e nero espande i deserti inanimati di palazzi tutti uguali e topi appesi ai lampioni. Le figure umane sono spesso protette da un ghigno, sorrisi che non bastano a stemperare la presenza ingombrante delle pistole. La stessa potenza brutale definisce gli scatti di Wah do dem, un viaggio stavolta a colori nel contesto incontrollabile di ordinaria emergenza che è Kingston. Il cuore della capitale giamaicana pulsa tra baracche e filo spinato, lontano da leziosità patinate. Una quotidianità di tante armi e poche danze, in cui anche il volto iconico di Bob Marley è trasfigurato nell’immagine datata e patetica di un murale sbiadito.

Raffaele Orlando

Napoli // fino al 1° aprile 2017
Boogie – Blow your Mind
MAGAZZINI FOTOGRAFICI
Largo Proprio d’Avellino 4
info@magazzinifotografici.it
www.magazzinifotografici.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/58469/boogie-blow-your-mind/

da Atribune – 22 dicembre 2016 (con photogallery)

La natura viva di Nicholas William Johnson. A Roma

da Artribune – 19 dicembre 2016 (con photogallery)

Montoro12 Contemporary Art, Roma – fino al 23 dicembre 2016. Prima personale italiana per l’artista di Honolulu. Una perlustrazione temeraria di una giungla densa che si allarga, si adatta, si trasforma e divora lo spazio circostante.

Nicholas-William-Johnson-Sunspilt-Turquoise-PomegranateVersion-Sunspilt-Extract-II

Nicholas William Johnson, Sunspilt (Turquoise PomegranateVersion) – Sunspilt (Extract II)

Personaggio particolare questo Dewdrinker, il bevitore di rugiada. Di certo si sveglierà di buon’ora, al mattino, per non perdere l’appuntamento con banane, melograni e fichi, depositari e ormai aroma delle ambite gocce d’acqua. È attraverso la sua personificazione mitologica che Nicholas William Johnson (Hawaii, 1982; vive a Londra), artista americano alla sua prima personale in Italia, si pone alla ricerca della coscienza del mondo vegetale. Natura inarrestabile e forse infetta, che trasuda umidità caleidoscopiche e cela in sé inesplorate zone d’ombra. Non c’è pallore, tonalità accese si ramificano per guadagnare spazio fino a invadere la totalità della tela.
All’interno di una giungla prolissa le vernici di Johnson rivelano il passaggio a una dimensione paradisiaca, in cui muoversi con circospezione. Tra felci e rami multicolor, la penetrazione nell’intrico della macchia offre una profusione di frutti maturi, non più oggetti di desiderio inarrivabile ma sgargianti doni finalmente alla portata di tutti… Dewdrinker permettendo.

Raffaele Orlando

Roma // fino al 23 dicembre 2016
Nicholas William Johnson – Dewdrinker or The Intolerable Strangeness of Vegetable Consciousness
MONTORO 12
Via di Montoro 12
06 68308500
info@montoro12.it
www.montoro12.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/57599/nicholas-william-johnson-the-intolerable-strangeness-of-vegetable-consciousness/